Il dentifricio migliore

Ci laviamo i denti ogni giorno e, nell’arco della nostra vita, passiamo circa 79 giorni a spazzolarli. Eppure, molti di noi scelgono il dentifricio in modo quasi automatico, senza pensarci troppo. Ma è davvero indifferente quale pasta usiamo? Ovviamente no: il dentifricio giusto, insieme ad uno spazzolino adeguato e alla tecnica corretta, è fondamentale per la salute di denti e gengive.

Come abbiamo raccontato in precedenti blog, il dentifricio ha una storia affascinante: dagli Egizi, che già nel 5000 a.C. pulivano i denti con una miscela di ossa frantumate, conchiglie e menta, fino all’era moderna, quando Colgate nel 1873 iniziò la produzione industriale confezionando lo stesso in barattoli di vetro. Abbiamo anche scoperto che un dentifricio scaduto o vecchio può avere usi alternativi in casa, ad esempio per pulire le scarpe o eliminare macchie.

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Ora è tempo di concentrarci sui consigli pratici: come scegliere il miglior dentifricio per le proprie esigenze, quale spazzolino usare, come lavarsi i denti correttamente e cosa fare se le gengive sanguinano, con alcune curiosità di cui forse non eravate a conoscenza.

Come scegliere il miglior dentifricio

Il “miglior” dentifricio è semplicemente quello che risponde meglio alle vostre esigenze dentali e di salute orale. Ecco le linee guida principali:

1. Fluoro: l’ingrediente chiave

La maggior parte dei dentisti concorda sul fatto che il fluoro sia l’elemento più importante di un dentifricio. Rinforza lo smalto e protegge dalla carie remineralizzando i denti dopo l’attacco degli acidi. Scegliete quindi un dentifricio al fluoro (quasi tutte le paste commerciali lo contengono) per prevenire la carie.
Esistono dentifrici senza fluoro (spesso naturali o “eco”), ma tenete a mente che non proteggono dalla carie con la stessa efficacia.

2. Tenere ben presenti le vostre esigenze

  • In caso di denti sensibili: cercate un dentifricio specifico, che contenga sostanze come il nitrato di potassio per ridurre la sensibilità. Meglio comunque consultare un dentista per capire la causa della sensibilità.
  • Per gengive che sanguinano o infiammate: ci sono dentifrici per la salute gengivale o per chi ha problemi di parodontite, arricchiti con estratti vegetali o agenti antibatterici. Possono aiutare a controllare la placca e rinfrescare l’alito, ma non curano la parodontite: per questo serve un trattamento professionale dal dentista.
  • Se si vogliono sbiancare i denti: i dentifrici sbiancanti rimuovono solo le macchie superficiali (grazie a blandi abrasivi come il bicarbonato), ma non sbiancano realmente i denti. Alcune paste sbiancanti a base di ingredienti più aggressivi (come i perossidi), se usate a lungo, possono danneggiare lo smalto e paradossalmente conferire un colore giallastro. Per uno sbiancamento sicuro e duraturo, è meglio rivolgersi al dentista.
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3. Controllate gli ingredienti e le etichette

Un buon dentifricio ha una composizione equilibrata: fluoro, abrasivi delicati (ad esempio biossido di silicio) che aiutano a rimuovere la placca e le macchie, detergenti come il sodio lauril solfato (SLS) che creano schiuma e puliscono, e aromi/sostituti dello zucchero per il gusto.

4. Dentifrici naturali e speciali

Sul mercato sono sempre più diffusi i dentifrici naturali, senza fluoro o SLS, che contengono estratti di erbe come aloe vera, salvia, eucalipto, camomilla e via dicendo. Possono essere una scelta valida per chi preferisce trattamenti completamente naturali, ma la mancanza di fluoro resta un limite.
Esistono anche paste “speciali”,con ingredienti o additivi insoliti: alla clorofilla (contro l’alito cattivo), con antibiotici (rare, a uso terapeutico) o le cosiddette paste medicinali, arricchite con vitamine e sostanze antibatteriche. Queste ultime di solito si usano su consiglio del dentista per problemi specifici.

In conclusione: non esiste un dentifricio “universale”, che vada bene per tutti. L’importante è che contenga fluoro (se non ci sono specifiche controindicazioni mediche) e che risponda ai vostri bisogni specifici (carie, macchie, sensibilità, problemi alle gengive…). La buona notizia? Anche i dentifrici economicamente convenienti possono essere di alta qualità: diverse analisi hanno mostrato che marche che si trovano nei supermercati o nei negozi di cosmetica risultano talvolta altrettanto efficaci o addirittura con una valutazione migliore di brand costosi, proprio per la loro composizione ottimale e l’assenza di additivi inutili. Ad esempio in Croazia, oltre ai grandi produttori di livello globale (Colgate, Signal, Sensodyne, Parodontax…), rimane molto apprezzato il marchio locale Plidenta, da anni il dentifricio più venduto sul mercato nazionale.

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Come scegliere lo spazzolino da denti

La scelta dello spazzolino è altrettanto importante. Ecco cosa considerare:

  1. Morbidezza delle setole – I dentisti raccomandano spazzolini morbidi; al contrario di quelli a setole troppo dure, puliscono senza danneggiare smalto e gengive. Se vi sembra che lo spazzolino a setole morbide non pulisca bene, il problema è la tecnica, non la durezza.
  2. Dimensione della testina – Una testina piccola raggiunge meglio i denti posteriori e gli spazi ristretti. Per gli adulti va bene una testina media compatta, per i bambini testine più piccole, adatte alla loro bocca.
  3. Manico e design – Scegliete uno spazzolino comodo da impugnare e che non scivoli. I dettagli extra (gommini, superfici antiscivolo) possono essere utili, ma non sono indispensabili. Anche lo spazzolino più comune può fare un ottimo lavoro se usato correttamente.
  4. Elettrico o manuale? – Gli spazzolini elettrici rimuovono più placca e hanno spesso un timer per una durata di lavaggio ideale; i manuali sono più economici e pratici. Entrambi validi, se usati correttamente.
  5. Quando cambiarlo – Ogni 3 mesi, o prima se le setole sono usurate. Si consiglia, inoltre, di cambiarlo anche dopo un’influenza o una forte infezione. Dopo ogni uso, sciacquarlo bene e lasciarlo asciugare in posizione verticale.
Come scegliere lo spazzolino

Come lavarsi correttamente i denti

  • Spazzolare per 2–3 minuti (usate un timer o lo spazzolino elettrico)
  • Pulire tutte le superfici: esterne, interne e masticatorie, inclusi i molari posteriori
  • Movimenti delicati e circolari: evitare di “strofinare con forza”
  • Usare un dentifricio al fluoro: sputare l’eccesso ma non risciacquare energicamente
  • Pulire gli spazi tra i denti: filo interdentale o scovolino, almeno una volta al giorno
  • Non dimenticare la lingua: spazzolatela delicatamente o usate un puliscilingua per un alito sempre fresco.

Seguendo queste regole ridurrete notevolmente l’accumulo di placca e il rischio di carie e malattie gengivali. Lavarsi i denti due volte al giorno (mattina e sera) è il minimo, ma l’ideale sarebbe pulire i denti (spazzolamento + filo interdentale) anche dopo i pasti principali.

Cosa fare se le gengive sanguinano

Il sanguinamento non è normale: è un campanello d’allarme, il segnale che qualcosa non va, ma spesso può essere risolto con semplici cambiamenti nella propria igiene orale.

  • Gengivite (cattiva igiene): la causa più frequente. Placca e tartaro irritano le gengive. Soluzione: spazzolamento regolare e delicato, uso del filo interdentale o scovolini interdentali: con una corretta igiene, il sanguinamento sparisce in pochi giorni.
  • Spazzolamento troppo energico/spazzolino troppo duro: troppa pressione o setole dure possono danneggiare le gengive. Soluzione: uno spazzolino più morbido e una tecnica più delicata.
  • Parodontite: se il sanguinamento persiste nonostante una buona igiene, le gengive si ritirano o si avverte un alito cattivo, potrebbe trattarsi di parodontite. In questo caso è necessario un trattamento professionale da parte del dentista.
  • Altre cause: gli ormoni (gravidanza, ciclo mestruale), alcuni farmaci o la carenza di vitamina K possono aumentare il sanguinamento, ma queste sono cause meno comuni.

La soluzione più comune è quella di  migliorare l’igiene, non smettere di lavare i denti. Se il problema continua, rivolgersi obbligatoriamente al dentista.

Il dentifricio ha una scadenza?

Sì, di solito circa 2 anni dalla data di produzione. Dopo, il fluoro perde efficacia e la pasta può cambiare consistenza, colore o sapore. Non diventa nociva, ma è meno efficace per i denti.

  • Controllare la data sulla confezione
  • Segnali che il dentifricio è vecchio: consistenza separata, diverso colore, sapore debole
  • Dentifricio vecchio = nuovo uso: lucidare l’argento, pulire scarpe o rimuovere macchie dal muro.


Per i denti, però, usate sempre un dentifricio fresco.

Conclusione

La cura dei denti è uno dei passi più importanti per la salute generale. Con il dentifricio giusto, uno spazzolino adeguato e una tecnica corretta potrete prevenire carie, malattie gengivali, mantenere l’alito fresco e un sorriso luminoso.
Ricordate: le buone abitudini – lavarsi regolarmente i denti, usare il filo interdentale, seguire una dieta sana e fare controlli periodici dal dentista – sono la vera chiave di un sorriso sano.

Dal mondo antico a oggi lo scopo del dentifricio è rimasto sempre lo stesso: denti puliti e sorriso sano.
Scegliete quello che più si adatta alle vostre esigenze e regalate al vostro sorriso le migliori attenzioni, ogni giorno.

Buona spazzolatura!

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